Italia solo quarta agli Europei femminili
Sappiamo benissimo di non essere un organo ufficiale FIPAV, né un blog, né un sito giornalistico ma abbiamo lo stesso deciso di rendere pubblici i nostri pensieri al termine di questi Campionati Europei Femminili che hanno visto la Nazionale azzurra "infilare" una serie di prestazioni complessivamente deludenti, tanto da non permetterle di salire sul podio. Soprattutto nel finesettimana sono stati talmente tanti i commenti ed i pareri che si sono incrociati a voce, per sms, su internet che, appunto, è stato facile metterli insieme in qualcosa che è una via di mezzo tra un articolo ed uno sfogo.
Il dispiacere è grande perché tutti noi (anche non "addetti ai lavori") nutrivamo grandi aspettative da questi Europei, non solo perché la squadra ci arrivava da bi-campionessa uscente ma anche perché, nonostante una estate un po' travagliata, eravamo tutti convinti del fatto che questa squadra si fosse sempre rivelata una sicurezza in occasione degli appuntamenti importanti. Insomma, è accaduto che una delle poche certezze di questo mondo ci abbia tradito e, per di più, in un modo che lascia spazio a tante recriminazioni, per quello che poteva essere ed invece non è mai stato, né abbiamo avuto la sensazione che potesse mai succedere.
La squadra, indubbiamente, non è mai stata all'altezza delle sue prestazioni migliori: contro Croazia ed Azerbaijan ha fatto il suo compitino, senza brillare più di tanto ma, almeno, portando a casa due vittorie piene;
contro la Turchia, dopo un buon primo set che ci ha dato la certezza della qualificazione diretta ai quarti, la squadra ha subìto il ritorno delle avversarie che sono riuscite ad imporre il loro gioco senza peraltro trovare una vera e convinta resistenza (o meglio, combattività) da parte delle azzurre. I quarti contro l'Olanda hanno dato a tutti noi la sensazione della svolta positiva, con una partita davvero ben giocata, con un alto livello di attenzione e di reattività, ed un rendimento finalmente più costante nell'arco di tutta la gara. Il sogno è durato lo spazio di tre giorni, alla partita più bella dei Campionati ha fatto seguito quella decisamente più brutta: la semifinale contro la Germania è stata giocata davvero male, con una squadra quasi svogliata, inconcludente, incapace della benché minima reazione di fronte ad avversarie toste e ben messe in campo ma pur sempre pienamente alla nostra portata. Tutti i limiti della nostra squadra sono
stati impietosamente messi a nudo e, cosa ancor peggiore, non si è mai riusciti a trovare alternative valide a quello che (purtroppo) eravamo costretti a vedere in campo. Che dire poi della finale terzo/quarto posto? Una specie di replica della partita precedentemente giocata nel girone eliminatorio, ha visto le ragazze di Barbolini soccombere ancora di fronte alle turche che, pur con i loro consueti alti e bassi, non sono mai state davvero impensierite dalle nostre, a parte un bellissimo secondo set.
Sarebbe forse il caso di parlare delle singole giocatrici ma rischieremmo di addentrarci in un argomento ben difficile, anche perché, nel nostro piccolo, ci sfuggono sicuramente tanti particolari meglio conosciuti a chi è più addentro di noi all'ambiente della Nazionale. La sensazione, però, è che a questi livelli manchi alla nostra squadra un vero martello, che ormai tutte le altre squadre hanno (anche più di uno), la classica attaccante "di peso", forte anche fisicamente, a cui affidarsi per sbrogliare i momenti più difficili (ma ce n'è in giro?): tanto di cappello alla Piccinini ed alla Gioli ma l'impressione è che facciano sempre più fatica, soprattutto nelle manifestazioni con più partite ravvicinate; la Costagrande ha un buon braccio ma non sembra (ancora) attrezzata per reggere psicologicamente la pressione di questi impegni. Viene naturale quindi chiedersi se valga la pena andare alle
qualificazioni olimpiche ancora con questa squadra o piuttosto non sia il caso di mettere in cantiere una sorta di rinnovamento, cominciando ad inserire forze fresche per preparare senza troppa fretta un nuovo ciclo vincente.
Gli interrogativi sarebbero ancora molti... ma intanto uno per tutti: Serena Ortolani, fino a poco tempo fa uno dei punti fermi della squadra, adesso relegata in panchina: reduce da un infortunio, non in forma oppure sacrificata ad un diverso assetto di squadra che ha mostrato tutti i suoi limiti?
Alla fine di tutte queste considerazioni però, tornando al risultato di questi Europei, per noi quello che resta (e chissà per quanto ancora) è la fatidica domanda: PERCHE'?
3 Ottobre 2011






